Casa Mundi Fotografie di Massimo Listri
Magnus · 2008
Casa Mundi

Imago mundi, l'immagine del mondo: da sempre è al centro della riflessione filosofica, dell'umana ricerca di assoluto. Da sempre e per sempre perché irriducibile a una visione unica, definitiva, condivisa. Sebbene Piere d'Ailly, astronomo e cardinale dell'antipapa Giovanni XXIII, abbia provato a dimostrare il contrario in una celebre opera intitolata, appunto, Imago Mundi, dove, tra l'altro, si stabiliva la sede del Paradiso Terrestre, non ne esiste, non può esisterne una sola, immutabile, neppure in mente Dei: ogni terra, ogni epoca, ogni cultura, ogni comunità, ogni individuo ha la sua, parametrata sulle conoscenze di cui si dispone, sui desideri, i simboli e i miti che ne caratterizzano l'immaginario. E, come scrive Mircea Eliade, grande studioso di miti: “se il territorio occupato, la città o il villaggio riproducono l'universo, anche la casa diventa una imago mundi”.
La casa si offre dunque quale rappresentazione del mondo come ciascuno lo vede e lo vive, e viceversa, il mondo trova nella casa la propria simbolica, metaforica raffigurazione. Casa mundi insomma: ecco il filo concettuale che sottende e innerva le pagine di questo libro. Che non è, si badi, il “solito”, seppur magnifico, regesto scientifico delle più belle case del mondo, ma un viaggio sentimentale e, a modo suo, sapienziale attraverso dimore strepitose – palazzi storici e ville contemporanee, villini romantici e casali, grattacieli e loft – di ogni parte del pianeta visitate e documentate dall'obiettivo curioso e colto, implacabile ed emozionato di Massimo Listri, uno dei più valenti fotografi contemporanei di architetture e d'interni. Residenze, a cominciare da quella dello stesso Listri da cui prende le mosse il volume, in cui si rispecchiano e si confrontano i più diversi approcci progettuali, le più varie ispirazioni estetiche, i più differenti stati d'animo e orientamenti culturali. Metropolitane o country, alpine o mediterranee, classiche o modernissime, esotiche o vernacolari, eclettiche o razionaliste; decorativamente monotematiche o aperte al gioco delle contaminazioni, monastiche o sfarzose, espressioni di un gusto minimalista o di una predilezione per l'eccesso e la meraviglia, spoglie oppure traboccanti d'arte e di preziosità antiquarie: affiancate le une alle altre in un itinerario che soggioga il lettore in una suggestione ineffabile, le case “di” Listri compongono un affresco degli stili di vita di ieri e di oggi, ne raccontano le evoluzioni, i mutamenti, le sovrapposizioni. Non formano, si è detto, un regesto e men che meno un'enciclopedia: piuttosto evocano uno straordinario palinsesto di antropologia culturale nel quale ciascuno può trovare il proprio sogno abitativo.